Certificato di Battesimo di Antonio Vivaldi
Comitato per le Celebrazioni Vivaldiane di Pomarico
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Il fortunoso ritrovamento del certificato di battesimo di Vivaldi, scoperto nel 1963 da Eric Paul, spazzò via tutte le congetture fondate su una storiografia di taglio “eroico” che voleva motivare i caratteri geniali del violinista e compositore veneziano immaginando che egli discendesse da famiglie di nobili o di eroi. La scoperta di questo certificato dimostrò che in realtà la famiglia Vivaldi non aveva origini particolarmente autorevoli.
Il testo del certificato di battesimo, dal quale si conoscono i nomi dei genitori del compositore, fu pubblicato nel 1978 in un numero speciale della Nuova Rivista Musicale Italiana dedicato   specificamente al terzo centenario della nascita di Vivaldi. 

Adì 6 maggio 1678
Antonio Lucio figliolo del Signor Giovanni Battista quondam Agustin Vivaldi Sonador et della Signora Camilla, figliola del quondam Camillo Calicchio sua Consorte, nato li 4 marzo ultimo caduto, qual hebbe l’acqua in casa per pericolo di morte dalla Comare allevatrice Madonna Margarita Veronese, hoggi fù portato alla chiesa, ricevè gl’essorcismi, et ogli Santi da me Giacomo Fornacieri Piovano à quali lo tene il Signor Antonio quondam Gerolamo Veccelio Specier all’insegna del Doge in Contrà.
[W. Kolneder, Antonio (Lucio) Vivaldi 1678-1741, in “Nuova Rivista Musicale Italiana”, Anno XIII n. 1, gennaio-marzo 1979, pag. 9]
Nello stesso anno vennero pubblicate in italiano le due biografie del compositore: quella del 1965 di Walter Kolneder (Antonio Vivaldi, Leben und Werk, Breitkopf & Härtel, trad. ital. Rusconi) e quella realizzata nel 1978 da Michael Talbot
(Vivaldi, J. M. Dent & Sons, trad. ital. EDT). Mentre nella biografia di Kolneder Camilla Calicchio veniva erroneamente indicata come “figlia di un sarto veneziano” (pag. 20), in quella di Talbot Camilla viene identificata solo come “figlia di un sarto” (pag. 40), riprendendo l’indicazione riportata in un testo del 6 giugno 1676 relativo alle pubblicazioni di matrimonio, pubblicato da Remo Giazotto nel 1973.
Testo della pubblicazione di matrimonio tra Giovanni Battista Vivaldi e Camilla Calicchio
Adì 6 detto [giugno 1676]
S’ha da contrar matrimonio tra la Signora Camilla figliola del quondam Signor Camillo Calicchio sartor stà nella nostra contrà in Campo Grando nelle case di Ca’ Salomon, et il Signor Gio: Battista quondam Agostin Vivaldi sta nelli forni in contrà S. Martin …

[R. Giazotto, Antonio Vivaldi, Torino, Edizioni Rai Radiotelevisione Italiana, 1973, pag. 33]
Le ricerche sulle origini delle famiglie dei genitori di Vivaldi furono svolte da don Gastone Vio, uno storico e prete cattolico, notaio presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Veneto, che si dedicò dal 1971 al 2004 alla ricerca archivistica sulla vita del compositore veneziano. In due importanti articoli dei primi Anni Ottanta, pubblicati entrambi sulla rivista Informazioni e Studi vivaldiani (Bollettino annuale dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi), Vio chiarì definitivamente l’origine bresciana e pomaricana dei nonni di Vivaldi. Il primo articolo fu pubblicato nel 1980 e contiene moltissime importanti notizie sulla biografia vivaldiana, tra cui la trascrizione dell’atto di matrimonio dei due genitori, Giovanni Battista Vivaldi e Camilla Calicchio, datato 11 giugno 1676.












Nel secondo articolo, pubblicato nel 1983, Gastone Vio ricostruì la genealogia dei genitori di Vivaldi e, in particolare, chiarì la provenienza lucana del padre di Camilla.



  
Adì 11 Giugno 1676
  fu contratto matrimonio per verba de presenti et fatto il sponsalitio con la solenne benedizione in Chiesa di San Giovanni della Zuecca fra li contrascritti signori Camilla e Giovanni Battista, alla presenza di me Giacomo Fornasieri Piovano, presenti li signori Ottavio del signor Iseppo Enzo rese all’insegna dell’Europa, sta a S. Polo, et misser Andrea quondam Zuanne Vedova detto Tremamondo gondolier sta in S. Martin. [G. Vio, Antonio Vivaldi prete, in “Informazioni e Studi vivaldiani”, 1980, vol. I, pp. 33-34]
Questo articolo è di fondamentale importanza per la conoscenza della provenienza della famiglia Calicchio sia perché individua per la prima volta il paese di Pomarico come luogo di nascita del nonno materno del compositore sia perché sintetizza le vicende che hanno portato Camillo Calicchio a Venezia. Tali vicende, riprese da alcuni documenti depositati presso l’Archivio della Curia Patriarcale di Venezia (Matrimonia forensium, Registro 1649-1651, cc. 556-559), furono sintetizzate dallo stesso Vio.










I libri su Vivaldi pubblicati dopo le scoperte di Gastone Vio riportano quasi sempre l’origine pomaricana del nonno materno. Hans Heller riferisce di «Camilla Calicchio (1655-1728) figlia di un sarto oriundo di Pomarico (Matera) e stabilitosi a Venezia nel 1650» [Vivaldi Cronologia della vita e dell’opera, Firenze, Leo S. Olschki, 1991, pag. 11], mentre Virgilio Boccardi afferma che «Calicchio agli inizi del 1650 era venuto a Venezia dal meridione e più precisamente da Pomarico in provincia di Matera» [Vivaldi a Venezia, Treviso, Canova, 2003, pag. 32]. Gianfranco Formichetti riporta che « i Calicchio … a metà del secolo erano giunti a Venezia da Pomarico, un paese del materano» [Venezia e il prete col violino. Vita di Antonio Vivaldi, Milano, RCS Libri, 2006, pag. 13], mentre Egidio Pozzi riferisce di «Camilla Calicchio, figlia di un sarto proveniente da Pomarico, stabilitosi a Venezia nel 1650» [Antonio Vivaldi, Palermo, L’Epos Società Editrice, 2007, pag. 101].

Della mamma del nostro, come abbiamo già segnalato, conosciamo la data di morte (6 maggio 1728), mentre resta ancora sconosciuta la parrocchia di Venezia nella quale ella vide la luce e venne battezzata. Nell’attesa che questo documento venga ritrovato, aggiungiamo alcuni dati riguardanti i nonni materni di Antonio, i cui nomi furono resi noti dal Paul.
Camillo Calicchio è originario di Pomarico (Matera), dove nacque nel 1628. Suo padre si chiamava Giuseppe; venne a Venezia all’inizio del 1650 e qui sposò, il 12 ottobre di quell’anno, nella parrocchia di Sant’Agnese, Zanetta Temporini … [G. Vio, Antonio Vivaldi e i Vivaldi, in “Informazioni e Studi vivaldiani”, 1983, vol. IV, pag. 82]
Il 4 ottobre 1650 il Calicchio presentò alla Curia due testi per la prova del suo “stato libero”: un compaesano ed un sacerdote di Fasano, don Francesco Antonio Gilialus [o Giliolus]. Il Calicchio, prima di venire a Venezia, a quanto risulta dalle deposizioni prestate nell’occasione, era stato a Fasano per sei mesi “per far scuola”, ed a Fasano c’era un certo don Francesco Rossi, non si capisce bene se fosse zio del teste o del nubendo. Nel registro della Curia di Venezia sono uniti due documenti: l’attestazione dello stato libero dello sposo rilasciata “dal sindaco ed eletti dell’università della terra di Pomàrico”, datato 2 maggio 1650, e l’attestazione delle avvenute pubblicazioni canoniche per il matrimonio da contrarre, nella chiesa matrice di Pomarico “senza opposizioni”. [G. Vio, Antonio Vivaldi e i Vivaldi, in “Informazioni e Studi vivaldiani”, 1983, vol. IV, nota 3 pag. 89]

Nel 2010 Pietro Varuolo pubblica i documenti depositati presso l’Archivio della Curia Patriarcale di Venezia in un fascicolo dal titolo Documenti sulle origini pomaricane di Antonio Vivaldi, edito dal Pomarico Vivaldi Festival. Nel fascicolo sono riportate le testimonianze del Reverendo Francesco Antonio Giliolus, di don Francesco Paolo Fornizza e del “sindaco ed eletti dell’università della terra di Pomarico” sullo stato libero di Camillo Calicchio, il certificato della Parrocchia di Pomarico che attesta l’avvenuta pubblicazione per il matrimonio ed altri documenti sui nonni materni. Nello stesso fascicolo trovano posto diverse notizie sulla famiglia Calicchio tratte dall’Archivio Parrocchiale di Pomarico, dalle quali Varuolo deduce che la famiglia doveva essere sicuramente benestante, in quanto possedeva una vasta zona agricola (chiamata appunto “Acqua Calicchio”) e compariva in diverse transazioni immobiliari.
Il fascicolo di Varuolo è stato redatto in collaborazione con il prof. Antonio Bonavista, che personalmente ideò e realizzò le prime due edizioni del Pomarico Vivaldi Festival nel 2009 e nel 2010. Senza la passione e la determinazione di Antonio Bonavista, prematuramente scomparso nel gennaio del 2011, il Festival non sarebbe mai nato: egli ha saputo coltivare il suo interesse per la musica di Vivaldi con letture sempre aggiornate e ciò gli ha consentito di approfondire gli sviluppi della ricerca musicologica e di rendere note ai suoi amici e compaesani le scoperte di Gastone Vio.
La scoperta delle origini lucane della famiglia di Antonio Vivaldi
Egidio Pozzi, Università della Calabria
(Conferenza tenuta al Pomarico Vivaldi Festival, V edizione 17 agosto 2013)
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Hans Heller, Vivaldi Cronologia della vita e dell’opera,
Firenze, Leo S. Olschki, 1991

Hans Heller, Vivaldi Cronologia della vita e dell’opera, Firenze, Leo S. Olschki, 1991  copertina)Hans Heller, Vivaldi Cronologia della vita e dell’opera, Firenze, Leo S. Olschki, 1991  ( pag.11)
Egidio Pozzi: La scoperta delle origini lucane della famiglia Vivaldi
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